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La Comunità terapeutica Maso S. Pietro presenta

CITTÀ DELE NUVOLE
un laboratorio permanente per sperimentare i linguaggi del teatro condotto da Antonio Viganò
Il laboratorio prevede i seguenti incontri:
FEBBRAIO ma 16, me 17, ma 23, me 24 (sempre dalle 10 alle 12)
MARZO me 10 (dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16*); ma 30 e me 31 (dalle 10 alle 12)
APRILE me 21, me 28 (dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16*)
MAGGIO me 5, me 19 (sempre dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16*)
* è possibile prenotare il pranzo presso Maso S. Pietro
Sono inoltre previste “uscite” per assistere a spettacoli teatrali dei cartelloni Del Centro S. Chiara di Trento ed appuntamenti con artisti e compagnie presso la sede di Maso S. Pietro. Il percorso, attraverso il gioco teatrale, stimola la produzione di stati emozionali, visivi, sonori, mirando al recupero di una propria coscienza di corpo, di conoscenze, autostima, memoria e comunicazione. Si costruisce insieme un luogo dove permettersi di giocare con le proprie tensioni, le proprie emotività, le proprie emozioni. Uno spazio libero, senza giudizio. Si tratta di un teatro che mette al centro le persone, la vita delle persone, in una drammaturgia che raccoglie schegge di vita, pensieri, rivendicazioni, desideri e diritti: una confessione anche molto intima, uno svelamento, un rituale a volte, che ha come motore una grande voglia di riscatto. Nell’autunno 2008 la comunità terapeutica di Maso S. Pietro ha affidato al regista Antonio Vigano la sperimentazione di un laboratorio teatrale, approdato alla produzione dello spettacolo “Nuvole di passaggio” all’interno del Festival di Pergine Spettacolo Aperto 2009 e replicato poi nella Stagione di prosa perginese. Oggi il progetto è oramai consolidato, sia per gli utenti-attori, che vi si sono molto affezionati, sia per gli operatori, che hanno verificato la positività e la profondità delle sue ricadute. Maso S. Pietro allarga dunque la sperimentazione anche ad utenti esterni. Il laboratorio, dopo la prima fase da febbraio a maggio, ne prevede una seconda tra giugno e luglio, con la creazione di un nuovo spettacolo, aperta a chi desidererà, con un impegno maggiore, continuare il percorso.
Ho avuto l’impressione di un vero “teatro della Comunità”dove l’incontro con il teatro serve soprattutto a immaginarsi diversi da quello che si è normalmente, per scoprirsi, per
mostrarsi in un altro modo, per esplorare nuove emozioni. Ed era difficile immaginare tutto questo in una struttura, la comunità del Maso San Pietro, che ha anche, ma non solo, il compito di controllare ed indirizzare le tensioni emotive, per accompagnarle dentro un cammino di recupero. Era difficile immaginare che in un luogo che paradossalmente è nato per contenere e controllare le emozioni, si creasse un laboratorio teatrale che ha come pratica ed obiettivo di aprire e moltiplicare le emozioni e le emotività. Eppure questo è successo, grazie non solo al teatro, ma anche al monitoraggio continuo degli operatori sanitari del Maso, alla loro vicinanza discreta, lontana ma attenta. Grazie al teatro che gli ha permesso di raccontarsi come si vedono, con ironia anche, con leggerezza, senza paura di un giudizio. Il laboratorio, prima che lo spettacolo, è stato per noi, un luogo libero, dove il giudizio sociale o culturale di quello che si è e di quello che si sta facendo, deve restare fuori dalla porta.
Quell’ assenza di giudizio ci ha permesso di indagare dei temi, delle storie, dei racconti personali in piena libertà. Poi, per lo spettacolo, dove necessita rigore, fatica, prove continue delle stesse scene, tutti hanno dato il loro lavoro, la loro voglia di imparare, conoscere. Antonio Viganò (regista)
L’attività teatrale è iniziata come una sorta di iniziazione basilare all’espressione di sé nello spazio e in relazione agli altri, con il corpo, con la voce, con la mimica, con il movimento, fino a aggiungere una notevole consapevolezza (anche nettamente visibile nelle interazioni quotidiane in Comunità) della propria presenza nelle situazioni. Il passaggio ulteriore ha riguardato i contenuti della rappresentazione teatrale che sono divenuti un patrimonio di crescita personale e sono stati condivisi poi con il pubblico che ha risposto in maniera forte sia nell’accoglienza che nella riflessione attorno a questi stessi contenuti. Con questo lavoro, la valenza emotiva della comunicazione spesso espressa in forme disorganizzate, si è condensata e strutturata
attraverso lo strumento della recitazione che ha permesso un’espressione modulata ed efficace di quote di affettività ed emotività. L’incontro con un professionista del teatro e altri collaboratori svincolati da “impostazioni e direttive mediche” ha aperto un confronto reale e libero che ha portato alla formazione di un gruppo spontaneo e molto motivato di persone che hanno attinto alle proprie risorse più creative oltre gli stereotipi della malattia, superando lo stile di comunicazione assunto dall’abitudine alle interazioni istituzionali. Notevole la ricaduta in termini di apertura all’esterno che ha permesso la revisione dell’immagine dei pazienti nell’ambito del territorio cittadino, avvenuta attraverso la dimostrazione di una competenza inedita in questo non facile campo della recitazione teatrale. Graziella Anesin (psicologa Maso S. Pietro)
PERGINE SPETTACOLO APERTO tel. 0461 530179 | fax 0461 533995 | www.perginepsa.it
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